In ogni grande ambiente industriale o commerciale – che si tratti di un hangar aeroportuale, di un magazzino logistico o di un capannone produttivo – il clima interno non è mai un dettaglio. È una condizione che influenza direttamente il benessere delle persone, l’efficienza dei processi e i costi di gestione. La domanda che molti energy manager e facility manager si pongono è sempre la stessa: come riscaldare bene, senza sprecare energia?
Secondo i dati dell’International Energy Agency, il settore edilizio assorbe circa il 40% dei consumi energetici globali e produce il 36% delle emissioni di CO₂. In un contesto di così forte pressione su costi e sostenibilità, scegliere la giusta tecnologia HVAC diventa una decisione strategica.
Oggi vediamo di due approcci differenti: il riscaldamento a irraggiamento, che porta il calore direttamente alle persone e alle superfici, e la destratificazione dell’aria, che con soluzioni come Eliturbo combatte la stratificazione termica tipica degli ambienti di grande volumetria.
Riscaldamento a irraggiamento: calore solo dove serve
I i sistemi radianti non scaldano l’aria, ma le superfici e le persone, esattamente come fa il Sole in natura. In un capannone questo significa poter offrire comfort immediato senza dover portare tutto il volume a temperatura.
Il vantaggio di Tub-One è nella sua modularità e semplicità d’uso e di installazione, che lo rende efficace in capannoni semi-aperti o con postazioni fisse, ma anche in ambienti difficili da riscaldare come gli hangar aeroportuali (vedi la nostra case history QUI>) le strutture sportive o i grandi spazi logistici. In questi casi l’irraggiamento diretto è molto più efficiente di un impianto ad aria, che comporterebbe perdite e dispersioni enormi.
Destratificazione con Eliturbo: aria uniforme e consumi ridotti
Il problema della stratificazione è ben noto: nei capannoni alti, l’aria calda tende ad accumularsi a soffitto, lasciando fredde le zone operative.
Le differenze possono arrivare a 10–15 °C tra pavimento e soffitto, con un incremento dei consumi fino al 50%. Eliturbo è stato progettato per risolvere questo problema in modo innovativo. Grazie alla sua girante elicentrifuga brevettata, miscela costantemente gli strati d’aria distribuendo il calore in maniera uniforme, senza creare correnti fastidiose. In questo modo il gradiente termico si riduce sensibilmente, la temperatura percepita a livello operativo aumenta e le dispersioni si abbassano in modo significativo.
Normative e progettazione
Le norme europee confermano la rilevanza del problema. La UNI EN 12831-1:2018, che definisce i metodi di calcolo del carico termico per il riscaldamento, considera esplicitamente la stratificazione come fattore da valutare.
Analogamente, la EN 15316-4-8:2017 mette in evidenza come le efficienze invernali siano influenzate dalla distribuzione verticale delle temperature. L’adozione di sistemi di miscelazione dell’aria è un passo fondamentale per garantire prestazioni impiantistiche conformi agli standard e contenere i costi di gestione.
Linee guida per la scelta
Parlare di confronto tra riscaldamento a irraggiamento e destratificazione può essere fuorviante, perché si tratta di tecnologie che rispondono a esigenze diverse.
Tub One è un sistema di generazione del calore: produce energia termica per irraggiamento e porta comfort diretto a persone e superfici.
Eliturbo, invece, non produce calore ma ridistribuisce quello già immesso, eliminando la stratificazione che caratterizza i grandi volumi riscaldati ad aria.
La differenza è sostanziale. Se serve generare calore mirato in ambienti complessi – come hangar, magazzini, palestre o capannoni semi-aperti – Tub One è la soluzione ideale. Se invece il problema è la disomogeneità termica tipica degli spazi ad aria calda, Eliturbo diventa l’alleato indispensabile.
E’ indispensabile che la scelta sia orientata in base al tipo di impianto e di struttura che si vuole ottimizzare energeticamente.
Nei grandi ambienti industriali e commerciali, la risposta corretta dipende dalle caratteristiche dello spazio e dall’impianto esistente.
La progettazione HVAC non è mai standard: richiede analisi, esperienza e soluzioni su misura.
















